Coronavirus e abitudini alimentari: come stanno cambiando

  • Stefano Partisani

Sono bastate poche settimane per stravolgere le abitudini degli italiani a tavola, ormai radicate da decenni, e rispettose di un trend che vedeva prevalere lo street food, magari consumato fugace nella veloce pausa lavorativa.
L’essere costretti in casa, appunto per combattere la diffusione di questa terribile piaga che ci sta affliggendo, ha drasticamente modificato le nostre abitudini alimentari, facendoci fare un balzo indietro di qualche decennio e tornando a riscoprire (gioco forza) il piacere di vivere a stretto contatto con la famiglia, tornare a risentire il borbottio della moka al risveglio e l’inconfondibile aroma di caffè che si insinua fin sotto le coperte. Si corre tutti a tavola, dove ci aspettano biscotti caserecci appena sfornati, che fanno apparire anche questa difficile giornata appena sorta, beh…un po’ meno difficile…
Le aziende stanno chiudendo, per evitare la circolazione delle persone, le scuole sono chiuse già da qualche settimana, per contrastare la diffusione del virus e, ci si ritrova tutti insieme anche a pranzo, pasto ormai cancellato dalle abitudini di molte famiglie, almeno non a famiglia totalmente riunita.
A volte non è facile trovarsi chiusi in casa, fra le strette mura domestiche, soprattutto quando si è abituati a restare gran parte della giornata fuori casa per lavoro o per studio, e far trascorrere, giorno dopo giorno, questo lungo periodo di quarantena. Ci si deve per forza inventare qualcosa.
Bene, la piacevole rivelazione, è appunto che si è tornati a “cucinare” di più, dalla pasta fatta in casa alla pizza, dai dolci alla piadina. E’ così che i consumi dei farina si sono impennati dell’80%, quelli dello zucchero del 30%, il latte ha avuto un incremento del 20%, e così via…tutti segnali che a casa si sta di più tra i fornelli.
E questo repentino cambiamento, pur essendo capitato in un momento difficile come questo che stiamo attraversando e sicuramente dettato ad questa precisa congiuntura, offre uno spunto di riflessione che forse varrebbe la pena di considerare. Che non convenga veramente fare un piccolo passo indietro, allentare un po’ la tensione, rallentare i ritmi spasmodici che caratterizzavano le nostre vite fino a poche settimane fa e, goderci lo scorrere del tempo, lo stare insieme in famiglia, anche senza dover per forza andare da qualche parte ma, semplicemente assaporare il gusto di stare in casa, tutti riuniti. E alla fine forse scopriremo che quello che ci era sembrato un passo indietro, potrebbe rivelarsi un grande passo avanti, sicuramente verso la riabilitazione del concetto di famiglia.

Qui il commento di coldiretti al quale mi sono ispirato per questo articolo.

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