Etichettatura farina: informazioni ingannevoli per i consumatori

  • Stefano Partisani

Facendo un giro fra le corsie di un supermercato noteremo che nello scaffale che ospita le farine appaiono confezioni di svariata e fantasiosa nomea, con attributi difficili da capire ma che tentano di accrescere curiosità e apprezzamento da parte dei potenziali consumatori. Farina “000”, molitura a pietra lavica, indicazione del W (indice di forza della farina), farina semintegrale, macinato intero e chi più fantasia ha, più ne aggiunga…

La Legge 580/67 con le successive modifiche apportate dal DPR 187/01 recita che le denominazioni di vendita delle farine sono le seguenti:

  • Farina di grano tenero tipo 00
  • Farina di grano tenero tipo 0
  • Farina di grano tenero tipo 1
  • Farina di grano tenero 2
  • Farina integrale di grano tenero

Tutto ciò che appare nell’incarto, oltre a quanto stabilito dalle norme vigenti, è frutto di accurati studi di marketing che hanno come finalità il convincimento del consumatore che il prodotto in questione è migliore degli altri e quindi quello da scegliere. Ma in realtà, non è altro che la violazione del Reg. Ue 1169/11 all’art. 7 comma 1 sottocomma b che recita: “…attribuendo al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede”, oppure ancora del  sottocomma c dello stesso regolamento: “suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche…”.

Anche il fatto che il grano venga macinato a pietra invece che a cilindri (metodo più industriale) non accresce di nulla il valore qualitativo o nutrizionale della farina così ottenuta, ne in termini assoluti ne in termini normativi, anzi, il parere di un mugnaio indica sicuramente che a parità di grano, la farina macinata a pietra ha qualità tecnologiche decisamente più scadenti rispetto a quella macinata a cilindri.

La verità, cruda, semplice, essenziale è che non esistono farine con poteri magici o taumaturgici, non esistono farine “000”, non esistono farine semintegrali, non esistono farine in grado di curare o alleviare disturbi di alcun genere o mettere al riparo chi le utilizza dall’insorgenza di alcuna patologia medica riconosciuta.

E’ purtroppo tutto solo frutto della fantasia e della spregiudicatezza dei responsabili marketing aziendali e delle aziende produttrici di farine che, per meri scopi commerciali, sono disposte a deformare la verità facendo credere al consumatore finale di poter ottenere vantaggi surreali e inesistenti.

Per approfondimento, l’articolo a cui mi sono ispirato.

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