Glifosate FREE

Oggi, 7 ottobre 2019, vorrei commentare una sorprendente decisione giuridica, che riguarda la Monsanto, nota industria statunitense che produce prodotti per l’agricoltura. La sentenza, che riguarda il Glifosate Denominazione commerciale Roundup), è definita da diversi commentatori “sentenza Shock”. In tale sentenza si ritiene che “non sussistono elementi per inficiare la legittimità sull’uso del glifosato” , in parole povere che non ci sono abbastanza prove per conclamare che c’è una relazione fra l’utilizzo del glifosato e l’insorgenza di tumore (qui l’articolo). Questo anche dopo che a marzo dello stesso anno, negli Stati Uniti, un tribunale definisce il glifosate come “un fattore sostanziale” nell’insorgenza tumorale e la stessa Monsanto dovrà risarcire un agricoltore colpito da tumore e che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) inserisce il Glifosato nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene” (qui l’articolo) .
Viene spontaneo chiedersi se c’è qualcosa che non gira come dovrebbe?

Io me lo sto chiedendo. Mi chiedo perché se un tribunale, in America, obbliga la Monsanto a risarcire un agricoltore che ha usato il glifosato, un altro, in Europa, smentisce sostanzialmente la sentenza precedente, riabilitando, di fatto, il Roundup (nome commerciale del glifosato) e ritenendolo innocuo per la salute umana.

Allora è importante sapere che la Bayer, multinazionale tedesca del farmaco, ha da poco acquisito la Monsanto.
Quindi stiamo parlando di una sentenza che avrebbe potuto scagliarsi contro un colosso tedesco, e forse questo, in Europa, non si può proprio fare. Giusto per dovere di cronaca, negli Stati uniti si parla di 11.000 richieste di risarcimento a carico della Monsanto/Bayer per patologie probabilmente collegate all’utilizzo del potente erbicida.

Lascio a tutti voi la propria interpretazione, ho linkato gli articoli che ho utilizzato.

Chiudo col dire che in Italia vigono delle limitazioni per l’utilizzo del glifosato. Non è possibile utilizzarlo per seccare le colture prima della trebbiatura, vi sono delle limitazioni nell’uso in luoghi frequentati dalla popolazione, tipo parchi, aree verdi, scuole, giardini, ecc.

Farina senza glifosatoNon sono medicio o biologo per dire cosa è giusto, ma nella nostra filiera abbiamo adottato il principio di cautela e ci siamo impegnati per garantire farine senza residui dell’erbicida tanto discusso forse con qualche problema in più per i coltivatori ma con l’obiettivo di pensare che la salute del consumatore è più importante di tutto il resto. Le nostre farine si fregiano del marchio “Glifosate free” proprio per garantire la massima salubrità e sicurezza per i nostri consumatori.

Nella tabella sotto potete vedere i valori degli esami fatti da ente esterno per i residui delle nostre farine.

Stefano Partisani

 

Tabella analisi delle nostre farine

RICERCA CONTAMINANTE LIMITE DI LEGGE O INDICAZIONI LIMITI FISSATI DAL PROTOCOLLO GLIFOSATE FREE
GLIFOSATE 5 ppb ASSENTI
AFLATOSSINE B1 2 ppb ASSENTI
AFLATOSSINE (B1,B2,G1,G2) 4 ppb ASSENTI
OCRATOSSINA A 5 ppb ASSENTI
DEONOSSINIVALENOLO (DON) 1250 ppb < 200 ppb

 

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